Golf Club Verona A.S.D Lake Garda
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La terra veronese, oltre ad essere come poche altre ricca di vestigia architettoniche e di costanti riferimentI gastronomici, si offre al turista, che arriva da occidente, con un dolce ed ondulato paesaggio campestre nel quale i vigneti fanno la parte del leone. Ad una decina di chilometri soltanto da Verona, dalla sua famosa Arena e dal balcone romantico di Romeo e Giulietta ed a due passi dalle verdi sponde del Lago di Garda, luogo prediletto di poeti e turisti di ogni parte del mondo, nasce il Golf Club Verona. Iniziato, con le sue prime nove buche, nel 1963. La sua felice collocazione sulle colline tra Verona e il lago di Garda lo rende sin da principio un percorso estremamente caratteristico per la vegetazione. Nel 1973, le restanti nove buche vennero completate. A rendere però quasi unico il campo è sicuramente la sua ubicazione che grazie alla vicinanza del lago gode di un clima mite che anche nei mesi più freddi, permette al golfista di giocare, in un campo sempre in ottime condizioni e con un contorno paesaggistico molto suggestivo, come per esempio i monti del Garda, in inverno innevati, che dominano il golf. La club house è una splendida casa colonica ristrutturata dove si possono gustare specialità locali e, per chi non volesse solo giocare al golf, oltre a visitare Verona per fare felici i più piccoli, ci si potrà divertire a Gardaland: la Disneyland italiana. Una splendida club house introduce ad un percorso paesaggisticamente assai piacevole che offre nove buche iniziali molto corte, ma rese difficoltose dalla scarsa larghezza dei fairways e nove successive ampie ma molto lunghe, nell’ambito di un tracciato dai due differenti volti e proprio per questo particolarmente piacevole, stimolante e impegnativo. Oggi, il percorso non appaga solamente l’occhio del golfista che si perde fra le colline ricoperte dai vigneti e la ricca vegetazione, ma anche da un punto di vista tecnico si presenta molto articolato: i fairways e molti bunkers sono stati ridisegnati, ma soprattutto nuove piante sono state messe a dimora su tutto il percorso. Le buche si presentano tutte piuttosto impegnative e, se a volte, a prima vista, possono sembrare più facili, questa impressione è dovuta solo all’ampiezza delle stesse. Al contrario, il campo non si presta a grandi risultati e anche i migliori giocatori devono impegnarsi a fondo per poter ottenere buoni scores. La buca più difficile è sicuramente la 13, un par 4 di 383 metri, apparentemente molto semplice perché dritta e senza particolari ostacoli, a parte i due bunkers di protezione al green, ma anche molto lunga in rapporto al suo par. Interessante è poi la buca seguente, 14, un par 3 di 200 metri, dove il drive dovrà superare un laghetto posto prima del fairway; non particolarmente difficile ma soprattutto impegnativo dal punto di vista psicologico per la presenza dell’acqua.
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